08 giugno 2014

Presa di coscienza

Il tuo mondo ti pare infinito...
ma è l'infinito che dovresti imparare a vedere
come Il Tuo Mondo.
Eliminare i limiti, abolire i confini.
Sentirti parte di questa immensità.

E se chiudi gli occhi e apri la mente,
proteso come un albero verso il cielo,
sentirai la sua energia vibrarti dentro.

Ascoltala.



Alessia S.


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15 aprile 2014

I 10 comandamenti degli artisti

1. Sognare ad occhi aperti
E' proprio quando la mente è apparentemente altrove che arrivano le idee migliori. Sognare è anche un modo per uscire dal proprio mondo di pensieri limitati ed esplorare quello altrui.
Lasciamo vagabondare la mente affinché scopra da sé sentieri nascosti...

2. Apprezzare la solitudine
Gli artisti non hanno paura della solitudine.
In realtà non si è davvero soli, ma si dialoga con la voce che abita dentro noi stessi...

3. Osservare
Osservare tutto. Perché tutto può essere materiale utile per la creazione. Bisogna essere attenti al mondo che ci sta intorno e re-inventarlo.

4. Creare è una cura
A volte creare diventa una potente medicina. E' un modo per superare ostacoli, traumi o periodi difficili. Anche e soprattutto i momenti difficili possono essere fonte di ispirazione, non bisogna dimenticarlo.

5. Libertà
La creatività coglie di sorpresa, a qualsiasi ora e in qualsiasi posto. Se ci si sente trasportati dalla vena creativa bisogna seguire l'istinto, non importa se questo comporta alzarsi nel mezzo della notte o interrompere un'altra attività. Inoltre, non ci sono restrizioni alla creatività.
Né tempo né luogo né limiti: creando ci si sente LIBERI!

6. Porsi domande
Anche grandi. Chiedersi il perché delle cose, indagare, farsi domande impegnative.
Per gli artisti è Vita: riflettere continuamente su ogni cosa, essere curiosi e continuare ad alimentare in tutti i modi la loro sete di conoscenza.

7. Innescare la magia
Entrare in un mondo a parte in cui il tempo scorre in modo diverso da quello dell'orologio e lo spazio non ha più limiti. E' come una magia, un viaggio verso se stessi e verso la serenità. Quello diventa il nostro mondo.

8. Empatia
Immedesimarsi nelle situazioni, nelle vite degli altri e capire le loro esigenze è fondamentale.

9. Aprire la mente
Sperimentare cose nuove, conoscere persone anche molto diverse da noi con abitudini e credenze differenti, sentire emozioni, staccarci dal suolo...
Ogni cosa nuova stimola la nostra fantasia!

10. Tutto è arte
Come pensava Nietzsche, la vita e il mondo devono essere visti come opere d'arte. E allora tutto diventa più bello, più interessante e luminoso. Si spalancano nuove porte.
L'arte è nascosta ovunque... basta saperla trovare e liberare!


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21 marzo 2014

Una scintilla

C'è l'ombra di un tesoro in ognuno di noi. Un tesoro in incubazione pronto per essere aperto. Se proviamo ad avere cura di lui, ad accudirlo, a proteggerlo e innaffiarlo giorno dopo giorno, esso si schiuderà.
Leggete, informatevi, ascoltate, pensate, riflettete, volate con le ali, con la mente, buttate giù muri, oltrepassate ostacoli, solcate mari, attraversate cieli.
Come? Scegliete voi: basta un libro. Una poesia. Una canzone. Non smettete mai di vedere, di osservare, di essere curiosi. E siate aperti, come il paracadute di Einstein. Funzionerà. Vi sentirete sempre più ricchi dentro e capirete che nessun oggetto o affare materiale potrebbe rendervi più felici.
Questo sarà il vostro tesoro, l'unico che nessuno potrà rubarvi, il solo che continuerà a crescere mentre tutto il resto vi verrà portato via dal tempo...
La conoscenza.
E quando il vostro passato sarà ormai più lungo del vostro futuro, non dimenticatevi di questo tesoro che ancora brilla dentro di voi: lasciatelo a chi verrà, affidatelo al futuro. Sia inchiostro su carta, musica nell'aria, colore su tela, parole all'animo che ascolta.
Fate nascere una scintilla da qualche parte: qualcuno la coglierà e saprà far nascere un nuovo tesoro.
Solo così non morirete mai.

E' la più bella eredità che possiamo lasciare.
Accendere una scintilla.


Alessia S.

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19 gennaio 2014

Sogni volanti

Ho visto dei sogni volare in cielo stanotte.
Sembravano lanterne volanti.

Le lanterne hanno qualcosa di magico: hanno il dono di volare libere in cielo, se alimentate da una piccola fiammella, anche se per pochi minuti. Finché hanno nel cuore un fuoco che arde, esse si innalzano al di sopra delle città, al di là dei limiti illusorii dettati dalle leggi di gravità, incuranti di confini, regole e restrizioni.
Poi lentamente la fiamma si indebolisce e le lanterne vacillano, si lasciano andare, scendono, cadono a picco, sbattono sul terreno grezzo dove vengono calpestate dalla gente comune, da persone incuranti del grande o piccolo sogno che avevano custodito nel loro grembo di fuoco per qualche breve, intenso e magico minuto. Presto anche quel debole corpicino ormai svuotato e privo di significato verrà distrutto, disintegrato dai passi e dalle intemperie, dimenticato dal resto del mondo.

I sogni hanno qualcosa di magico: hanno il dono di volare, se alimentati e inseguiti costantemente dalla nostra volontà. Restano vivi se mantenuti al caldo, protetti da un involucro debole ma in ogni caso inattaccabile fintanto che esso vola in alto, lontano dai sentieri grigi della gente comune. I nostri sogni, come le fiammelle, tengono vivo l'involucro esterno, il nostro esile corpicino che si muove spesso alla deriva, senza mete né obiettivi. Ci danno un motivo per cui salire sempre più in alto, sospinti dalla loro invisibile forza. E il nostro corpo potrà volare insieme a loro verso l'infinito, verso il cielo e le stelle, incurante di ogni assurda regola o restrizione.
Ma se li ignoreremo il fuoco si spegnerà, i sogni svaniranno, cadranno portandosi con loro un corpo vuoto ed insignificante, ora troppo pesante per essere sostenuto in aria. Finiranno a terra a pezzi, calpestati da piedi insensibili e dimenticati in un angolo buio della città.

Una lanterna vola per qualche minuto. Sta a noi mantenere vivo il fuoco affinché non si spenga e continui a brillare alto nel nostro cielo per un'intera vita.

Ho visto dei sogni volare in cielo stanotte.
Sembravano lanterne volanti.

Alessia S.
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11 dicembre 2013

«NEMICO, certo, soltanto perché è diverso da noi.
Nemico, perché ha deciso di essere diverso anche dai suoi simili, seguendo la propria ideologia.
Nemico di tutti.
Ma essere diversi non vuol dire per forza essere malvagi, non significa diventare un pericoloso nemico. Eppure l'universo intero, a volte, si lascia ingannare da pregiudizi che, seppur infondati, agli occhi delle masse appaiono dogmi assoluti.»

Alessia Santangeletta
da Il traditore

01 dicembre 2013

Christopher McCandless e la ricerca della libertà

«C'è tanta gente infelice che tuttavia non prende l'iniziativa di cambiare la propria situazione perché è condizionata dalla sicurezza, dal conformismo, dal tradizionalismo, tutte cose che sembrano assicurare la pace dello spirito, ma in realtà per l'animo avventuroso di un uomo non esiste nulla di più devastante di un futuro certo

Christopher McCandless è stato un viaggiatore statunitense. Nato nel 1968, di famiglia benestante, dopo la laurea ha deciso di donare i suoi risparmi e di attraversare l'ovest americano da solo, mantenendo solo rapporti epistolari e dandosi il nome Alex. Durante il suo viaggio matura la consapevolezza che la felicità non sta nelle cose materiali che ci circondano inutilmente, ma nella piena condivisione, nell'incontro con l'altro. Giunge infine in Alaska, dove si rifugia su un vecchio autobus abbandonato, da lui chiamato Magic Bus. Proprio qui è stato ritrovato morto nel 1992, probabilmente di fame o di avvelenamento da piante non commestibili. Nel vecchio autobus sono stati ritrovati molti scritti, appunti, foto, libri (tra cui Tolstoj, London e Thoreau).

Il suo viaggio può essere interpretato come fuga da un mondo stabilito e cristallizzato, dalle falsità della gente comune, come desiderio di prendere in mano la propria vita, come ricerca di libertà estrema. Egli voleva sentire la vera vita, trovare la felicità che, secondo lui, era ovunque, perché «Dio ce l'ha messa intorno a noi, pronta da scoprire».
Egli scrisse:
«Voi pensate che io sia ostinato, ma voi lo siete molto più di me. Avete la meravigliosa possibilità di vedere le più belle vedute sulla Terra, ma per qualche ragione a me incomprensibile non volete altro che schizzare a casa il più velocemente possibile e tornare alle vostre vecchie abitudini che ripetete giorno dopo giorno dopo giorno

Christopher è stato criticato per la sua sprovvedutezza, ma forse chi lo ha fatto era soltanto prigioniero delle propri paure e delle propri abitudini, intrappolato nei suoi schemi prestabiliti. In realtà è stato un ragazzo determinato e convinto delle proprie ideologie, a differenza della dilagante superficialità che incombe oggi sul mondo; nei suoi scritti ci ha lasciato una sua particolare filosofia di vita, interessante da scoprire e conoscere. Una vita fatta di ricerca della felicità, di ricerca della libertà e di ogni sfaccettatura del mondo e della natura.
Come diceva lui, sarebbe bello per ogni giorno avere un nuovo e diverso sole.


06 ottobre 2013

I vantaggi della gentilezza

In un mondo dominato da successo, soldi, potere e prepotenza, sembra che la Gentilezza sia ormai fuori moda; anzi, chi è gentile appare spesso fragile e noioso.
Eppure la gentilezza è indispensabile per la vita sociale: la cooperazione, infatti, è stata la base dell'evoluzione sociale umana. Amorevolezza, generosità, buone maniere, non umiliare il prossimo, sono comportamenti che dovrebbero essere più tenuti in considerazione ed emulati per una convivenza più serena e pacifica.

Studi scientifici ci dimostrano come la gentilezza sia in un certo senso contagiosa, grazie all'attivazione dei neuroni specchio, alla base dell'empatia. Ad esempio, sul lavoro, un capo che si mostra gentile ed equo con i proprio dipendenti ottiene risultati migliori, perché ciò aumenta il coinvolgimento altrui.
Inoltre, è curioso come la gentilezza sia una vera arma segreta nelle liti: se l'aggressività non fa altro che incitare altra aggressività, la gentilezza è spiazzante perché spinge l'avversario a cambiare registro, costringendo il suo cervello a elaborare uno stimolo completamente diverso.
Infine, la gentilezza abbassa il livello di stress, ci fa sentire più soddisfatti e felici.

Insomma, non è solo una questione di buone maniere o galateo: essere gentili conviene a tutti, anche a noi stessi.

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(rielaborato da un articolo di Focus)