20 novembre 2016

Buon viaggio Luna

Luna.

Il tuo nome è stato un destino, perché proprio come un satellite hai sempre ruotato attorno a me, a noi, a chi ti voleva bene. Eravamo il tuo centro, e cercavi noi più di tutto e tutti. Come astri attratti l'un l'altro dalla gravità.

Quando sentivi il nostro passo, la nostra voce, ti s’illuminavano gli occhi... lo vedevo bene sai? Non t’importava di che ora fosse: tu interrompevi anche il tuo sonno o il tuo pasto per correrci incontro quando ci vedevi, e sono certa che l’amore che portavi nel cuore è più grande di quello di molti esseri umani.

Mi hai insegnato cosa vuol dire amare e essere amata, cosa vuol dire avere qualcuno che ti aspetta quando arrivi a casa, e non ho dubbi sul fatto che sei stata la mia vera migliore Amica, l'unica sempre presente e piena di affetto e riconoscenza.
Ogni volta che hai ricevuto una carezza non l’hai tenuta tutta per te, ma l’hai saputa restituire il doppio più grande, con il tuo affetto.

Sono sicura che poche persone riusciranno a essere per me quel che sei stata tu in questi 13 anni di compagnia, complicità e sincera amicizia.
Grazie...

Ora già manca il suono delle tue fusa nell’aria…


So che in fondo non ha senso scrivere qui ciò che sei stata, perché i veri ricordi sono quelli che restano dentro; però questo pensiero te lo devo, per tutto il bene che mi hai fatto.
Ciao gattina mia, buon viaggio... ci si vede da qualche parte ❤


Ti penserò sempre, guardando la luna 🌙


Foto di Alessia Santangeletta

12 luglio 2016

Ti ho regalato un fiore

Ti ho regalato un fiore
Ma tu non l’hai visto

Preso dai tuoi affari
Perso nel quadrante dell’orologio
A rincorrere secondi vuoti
Che lasciano solo grigio dietro di sé

Ti avevo regalato un fiore
Per colorare i tuoi respiri
Dar loro un senso
Prima che si spengano

L’hai ignorato
Insieme alla tua vita

È morta la Poesia
Si è spenta la luce
Che scova Arte in ogni angolo
E rende magia il pulviscolo dell'aere

Ecco perché non l’hai riconosciuto
Il cuore che batteva dentro quella corolla
Non hai sentito la melodia vibrare
Nello scorrere della linfa

Pulsava lì la vita vera
L’essenza di te, di me

Troppo silenziosa
Per essere udita da cuori sordi
Troppo sensibile
Per essere captata da spiriti inermi

E così è seccato
Come l’anima dell’umanità
Come tutto ciò che hai dimenticato
Deriso o disonorato

Ti avevo regalato un fiore
Per fare di te qualcosa di diverso
Risvegliare la parte sepolta
Dai detriti dei secoli

Far rinascere la Speranza

Te l’avevo regalato
Per renderti migliore

Ma forse mi sono illusa
E sono stata uccisa
Insieme a lui




Alessia S.
Foto di Alessia Santangeletta

18 maggio 2016

Codici

Hai mai pensato a quanto il codice della strada sia in fondo un pessimo maestro di vita?

Ti insegna a non lasciare mai la carreggiata, obbliga tutti a seguire gli stessi segnali e ti multa se oltrepassi i limiti prestabiliti...

!

04 maggio 2016

Una specie di addio

Perderti così
un inizio di primavera
quando già fuori
s’allunga la sera

Solo te ne andavi lungo il sentiero
un passo dopo l’altro, fiero
sguardo attento e indagatore
impaurito da un improvviso rumore

Mai nulla ti ha fermato davvero
solo ferite riparate dall’amore
ora te ne stai all’ombra del cielo
ormai lontano da troppe ore

Non muore la speranza
ma si fa ogni giorno più bianca
sbiadisci nel tempo
un suono che batte più lento

Il non sapere ferisce
intrappolato dove il mio sguardo finisce
un chi o un cosa ti tiene lontano
e forse è così che ce ne andremo piano

E questa va a te,
occhi blu
muso nero

Giacchè è difficile perderti così
una primavera
quando fuori
a’allunga la sera



Alessia S.

Foto di Alessia Santangeletta



P.S.: Dopo due lunghi mesi, una mattina inaspettatamente tornò a casa...


10 aprile 2016

Inverno nucleare

Perduta e sfiancata
cammino
sola su queste terre
da acidi e rancori
devastate

Fumi di odio
e miasmi di malinconie
di tanto in tanto dissepolte
le intossicano
le sento tossire

Cagliate nubi
di sciogliere in lacrime
i veleni mondani
hanno perso il
magico potere

Dèi di filigrana
filosofie di guerra
decompongono crani
neoplasie
del presente

La sterile
landa dell'anima
a poco a poco perisce
sotto i colpi
dell'invisibile nemico.

Io
che non volevo morire



Alessia S.


(ispirata alla traccia "Inverno Nucelare - Dsa Commando")

Immagine tratta dal web

19 febbraio 2016

Fiori di Crocus

Alcuni fiori non hanno voglia di nascere e crescere con tutti gli altri.
Sono tipi un po’ asociali, direte, o semplicemente sono dei solitari che preferiscono starsene tranquilli a pensare in un angolo, nella penombra di un tramonto invernale, o sotto i taciturni cristalli di neve. Fuori sono mesti e silenziosi, ma dentro hanno un cuore lavico. A un giardino in festa preferiscono una fessura nel ghiaccio, una silenziosa esistenza ritagliata nella bruma. Ma il loro nettare è più dolce e ricco, cullato da un soffio di sensibilità fuori dal comune.
Forse saranno derisi dagli altri fiori, perché si fan piccoli rifuggendo la loro compagnia. Saranno considerati dei terribili malinconici perché evitano l’abbraccio del sole, la vita estiva tanto colorata – tanto superficiale.

Ma che colpa ne hanno, loro? Ce l’hanno scritto nel DNA, semplicemente. E la loro esistenza dimessa ci insegna più di ogni altra: essi sono i più forti, perchè resistono proprio dove gli altri fiori perirebbero in poche ore, soffocati dal gelo.
Sono i più forti, ma non lo sanno.
Quel che per tutti è gelo e morte, per loro è Vita; ciò che per tutti è semplice brina, per loro è Poesia.

A tutti i fiori di Crocus: ascoltate la forza che scorre in voi, liberatela. Difendetela, affinchè nessuno ve la possa togliere o infangare. Proteggete sempre i vostri germogli, e ricordatevi di far sbocciare ciò che avete dentro: quando e dove volete, per chi o cosa volete. Ma non pensate di essere sbagliati, mai.
Mettete il vostro fiore e fregatevene.
Se il mondo vi vuole rose spavalde, voi… siate voi stessi, e rimanete un umile Crocus.

Un giorno, forse, tutti i fiori di Crocus della Terra si connetteranno, si troveranno, e decideranno di spargere i loro semi al vento… e renderanno questo posto migliore.


Alessia S.


(immagine tratta dal web)