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26 luglio 2017

“Ma dai, era solo un cantante…”

No. non era solo un cantante. O meglio, sì okay lo era; ma nel momento in cui questo cantante sente il bisogno e decide, con sincerità e serietà, di gridare le sue emozioni intime e personali, ed esse incontrano una profonda risonanza nel cuore di altre persone, proprio in quel momento questo cantante smette di essere solo un cantante.
Diventa un fratello, un amico, una scialuppa di salvataggio. Un custode, proprio come gli angeli. È come se ti parlasse delle stesse mille emozioni che vorresti urlare anche tu, perchè le porti dentro al suo stesso modo.
Ed è come se ti dicesse: “Ci sono anch’io, non sei solo, io sono un tuo simile. Pure io provo le tue medesime paure e sofferenze, e voglio gridarle al mondo anche per te, perchè sentano la nostra voce… per far capire a tutti cosa stiamo provando, per far sapere che esistiamo”.

Si crea così complicità, una sorta di simbiosi. Qualcuno, seppur lontano e sconosciuto, sa quel che provi, attraversa ansie, problemi e pensieri che sono anche i tuoi, e ha il coraggio e l’urgenza di gridarli, di buttarli fuori, di sputarli in faccia a questa gente superficiale e distaccata; lo fa con la sua arte, anche per te. Così che la gente possa capire, e tu possa stare meglio, trovare conforto nel suo abbraccio e un po’ di pace interiore.
E tu sai che egli è sempre presente, non ti lascia mai: quando ne senti il bisogno basta pensare alle sue parole o tenere a portata di mano un paio di cuffie, ed ecco che lui è lì per te, a parlarti per tutto il tempo che vuoi. Anche se non ti conosce e non ti ha mai visto, c'è. Sempre.

Non stiamo parlando di musica da spiaggia, di ridicoli tormentoni estivi vuoti e senza senso; parliamo di musica diversa, fatta col cuore, quella che scaturisce dall’anima, dal proprio vissuto, quella che tira fuori i demoni e li esorcizza. Non quei suoni frivoli e insignificanti che ti fanno ballare e perdere la testa senza lasciarti nulla, ma quelle strofe che ti fanno urlare, piangere, riflettere, commuovere, prendere posizioni; che ti prendono per mano e ti dicono "su, vieni, andiamo avanti insieme". Quelle che ti fanno reagire.
Ecco la musica che amo, la musica che merita di essere ascoltata e supportata. La musica che ti entra dentro e non ti lascia più.

Con artisti di questo tipo si crea così un legame impossibile da spezzare, perchè quando qualcuno, anche inconsapevolmente, ti aiuta e ti salva la vita, rimarrà sempre nei tuoi pensieri, nella tua anima; gli sarai per sempre grato e non lo dimenticherai, la tua riconoscenza nei suoi confronti sarà eterna. C’è come un filo che ti lega a lui.

Se poi questa persona se ne va… lascia un vuoto, ed è inevitabile che faccia male. Può essere sconvolgente.
Ma non devi dimenticare che è, appunto, il tuo custode: non ti abbandonerà mai, proprio perchè, avendoti salvato la vita in qualche modo, ora è parte di te. È nella tua pelle più profonda. È con te, scorre nelle tue vene, poichè con la sua arte ti ha aiutato a rigenerarti quando ne avevi bisogno. Insomma sei fatto un po' anche di lui.
Può chiamarsi Chester così come Kurt, Primo o Tupac, ma anche, perchè no, Giacomo, Arthur o Vincent. E se è il tuo angelo, forse dal cielo potrà esserti ancora più vicino... perchè ora il suo spirito è ovunque, aleggia nell’aria. Basta alzare lo sguardo, sollevare un dito per sfiorarlo. Forse ora, a differenza di prima, ti può anche sentire quando gli parli.


Quindi non piangere: alza il volume al massimo e canta a squarciagola con lui. Ti sente. È accanto a te proprio ora, nella brezza, nel profumo dell’aria, nella luce del sole. Rivive in te e in chiunque lo porti sottopelle.
E non dar retta a chi ti dice: “ma dai, non fare il bambino, ci sono cose più importanti nella vita... era solo un cantante”. Sì, ci sono cose più importanti nella vita, è vero: ma non sanno che "la vita" avresti anche potuto non averla più, chissà, e se sei qui è grazie anche a lui e a chi, come lui, ha saputo trasmetterti e donarti una immensa forza. Donandoti parte della sua vita, la vita che ora non ha più.

Chiunque sia stato, se ti ha aiutato a risollevarti e a resistere, se ti ha salvato dai demoni, se ti ha preso per mano quando ne avevi bisogno... no, non era “solo” un cantante. Era qualcuno di speciale mandato per portare luce a chi aveva bisogno di coglierla.

La musica salva, ed è per questo che ne abbiamo così tanto bisogno. È magica.
Quindi alza il volume, chiudi gli occhi... e vola.


There are things that we can have
but can't keep...

Who cares if one more light goes out
In a sky of a million stars?
...Well I do.



Riflessione ispirata dalla scomparsa di Chester Bennington, (20.03.1976 - 20.07.2017)

Un mio disegno a lui dedicato
Thank you for having helped me with your rage and poetry❤ ,

18 maggio 2016

Codici

Hai mai pensato a quanto il codice della strada sia in fondo un pessimo maestro di vita?

Ti insegna a non lasciare mai la carreggiata, obbliga tutti a seguire gli stessi segnali e ti multa se oltrepassi i limiti prestabiliti...

!

28 ottobre 2015

Jump!

Un ostacolo non è più un ostacolo
se impari a trasformarlo in un mezzo
                                           per andare oltre...

anzi è quell'ostacolo che ti fa scoprire una via nuova
diversa da quella lastricata scelta da tutti

...una strada che non avresti intrapreso
se il tuo cammino non avesse avuto

                                               quell'ostacolo...



                                       P
                              M
                      U
               J



Immagine tratta dal web

22 ottobre 2015

La scrittura è un'arma.
Ci sarà pur un motivo se quella dentro la matita si chiama MINA...

Foto di Alessia Santangeletta

18 ottobre 2015

Filosofia di vita

Prima di accendere cuori

accendete
                  lampadine nel cervello

                                               !!!

22 luglio 2014

«Secondo te, c'è vita lassù?»

Erano giunti in una piazzetta al cui centro si innalzava una fontana illuminata da un’intensa luce azzurra che colorava splendidamente i sottili getti d’acqua. Era circondata da un muretto di pietra e Ishaan si alzò sulle punte dei piedi per issarsi sopra, aiutando Daphne a salire al suo fianco.
La pietra era fredda e il primo istinto della ragazza fu quello di sollevare le gambe e rannicchiarle al petto; Ishaan si accorse del suo improvviso fremito e le posò un braccio sulle spalle, stringendola a sé per riscaldarla.
L’acqua alle loro spalle zampillava creando giochi di forme e riverberi spettacolari; Daphne non la ricordava così bella, dato che non l’aveva vista di sera da parecchio tempo e durante il giorno la luce azzurra era spenta. La osservò per un po’, al di sopra della spalla di Ishann, cercando di impregnare il cuore e la mente di quel magnifico istante.
Lui rispettava il suo silenzio, trattenendola accanto a sé.
Daphne si lasciò scivolare e appoggiò la testa sulle gambe del ragazzo, rivolgendo gli occhi al cielo notturno come amava fare sul pavimento della sua terrazza.

«Com’è bello il cielo, stanotte» mormorò.
Sollevò gli occhi anche Ishaan. «Già».
Le stelle tremolavano come minuscole fiaccole e parevano osservarli silenziosamente dall’alto. Daphne notò che Ishaan le guardava con occhi particolari: era come se sapesse molto su di loro, come se fosse complice con loro di qualche segreto.
«Secondo te, c’è vita lassù?» le chiese il ragazzo, all’improvviso.
Era una domanda alla quale Daphne aveva già cercato di rispondersi più volte, durante le ore di permanenza sotto le stelle.
«Se anche ci fosse qualcuno sarebbe troppo lontano» disse.
«Cosa vuoi dire?».
«Che probabilmente non riusciremmo mai a incontrarci».
«Ma c’è qualcuno?».
«Io penso di sì» affermò Daphne.
Ishaan fece un mezzo sorriso. «Sei molto fantasiosa».
«Non sono fantasiosa» obiettò lei. «È pura probabilità. Ci sono così tanti pianeti lassù, non può essere che siano tutti disabitati. Non credi?».
«Io credo che finché non se ne ha la prova davanti agli occhi non si può dire niente» replicò lui.
«Okay, tu sei di quelli che: se non vedo, non credo».
«Può darsi».
«Quanto scommettiamo?».
«Cosa?».
«Che c’è vita, da qualche parte».
«Daphne, non scherzare».
La ragazza ridacchiò. «Non sto scherzando. Avanti, cosa scommetti?».
Ishaan sospirò. «E va bene. La mia storia» disse. «Scommetto la mia storia».
Daphne lo guardò perplessa.
«Se vinci tu, ti racconterò la mia storia» promise lui. «Ma se vinco io…».
Daphne sorrise, maliziosa. «Non vincerai».
«E chi te lo dice? Nessuno scoprirà domani ciò che non è stato scoperto fino a oggi».
«Me lo dice il cuore» sussurrò lei. «Io lo sento. Lassù ci dev’essere qualche segreto. Lo scopriremo».

Ishaan la guardò con dolcezza e non disse più nulla.
Lei rimase con la testa sulle sue gambe a guardare il cielo, fantasticando sui suoi mondi immaginari.



Alessia Santangeletta
tratto da Il traditore



Immagine tratta dal web

15 aprile 2014

I 10 comandamenti degli artisti

1. Sognare ad occhi aperti
E' proprio quando la mente è apparentemente altrove che arrivano le idee migliori. Sognare è anche un modo per uscire dal proprio mondo di pensieri limitati ed esplorare quello altrui.
Lasciamo vagabondare la mente affinché scopra da sé sentieri nascosti...

2. Apprezzare la solitudine
Gli artisti non hanno paura della solitudine.
In realtà non si è davvero soli, ma si dialoga con la voce che abita dentro noi stessi...

3. Osservare
Osservare tutto. Perché tutto può essere materiale utile per la creazione. Bisogna essere attenti al mondo che ci sta intorno e re-inventarlo.

4. Creare è una cura
A volte creare diventa una potente medicina. E' un modo per superare ostacoli, traumi o periodi difficili. Anche e soprattutto i momenti difficili possono essere fonte di ispirazione, non bisogna dimenticarlo.

5. Libertà
La creatività coglie di sorpresa, a qualsiasi ora e in qualsiasi posto. Se ci si sente trasportati dalla vena creativa bisogna seguire l'istinto, non importa se questo comporta alzarsi nel mezzo della notte o interrompere un'altra attività. Inoltre, non ci sono restrizioni alla creatività.
Né tempo né luogo né limiti: creando ci si sente LIBERI!

6. Porsi domande
Anche grandi. Chiedersi il perché delle cose, indagare, farsi domande impegnative.
Per gli artisti è Vita: riflettere continuamente su ogni cosa, essere curiosi e continuare ad alimentare in tutti i modi la loro sete di conoscenza.

7. Innescare la magia
Entrare in un mondo a parte in cui il tempo scorre in modo diverso da quello dell'orologio e lo spazio non ha più limiti. E' come una magia, un viaggio verso se stessi e verso la serenità. Quello diventa il nostro mondo.

8. Empatia
Immedesimarsi nelle situazioni, nelle vite degli altri e capire le loro esigenze è fondamentale.

9. Aprire la mente
Sperimentare cose nuove, conoscere persone anche molto diverse da noi con abitudini e credenze differenti, sentire emozioni, staccarci dal suolo...
Ogni cosa nuova stimola la nostra fantasia!

10. Tutto è arte
Come pensava Nietzsche, la vita e il mondo devono essere visti come opere d'arte. E allora tutto diventa più bello, più interessante e luminoso. Si spalancano nuove porte.
L'arte è nascosta ovunque... basta saperla trovare e liberare!


Immagine tratta dal web

11 dicembre 2013

«NEMICO, certo, soltanto perché è diverso da noi.
Nemico, perché ha deciso di essere diverso anche dai suoi simili, seguendo la propria ideologia.
Nemico di tutti.
Ma essere diversi non vuol dire per forza essere malvagi, non significa diventare un pericoloso nemico. Eppure l'universo intero, a volte, si lascia ingannare da pregiudizi che, seppur infondati, agli occhi delle masse appaiono dogmi assoluti.»

Alessia Santangeletta
da Il traditore

01 dicembre 2013

Christopher McCandless e la ricerca della libertà

«C'è tanta gente infelice che tuttavia non prende l'iniziativa di cambiare la propria situazione perché è condizionata dalla sicurezza, dal conformismo, dal tradizionalismo, tutte cose che sembrano assicurare la pace dello spirito, ma in realtà per l'animo avventuroso di un uomo non esiste nulla di più devastante di un futuro certo

Christopher McCandless è stato un viaggiatore statunitense. Nato nel 1968, di famiglia benestante, dopo la laurea ha deciso di donare i suoi risparmi e di attraversare l'ovest americano da solo, mantenendo solo rapporti epistolari e dandosi il nome Alex. Durante il suo viaggio matura la consapevolezza che la felicità non sta nelle cose materiali che ci circondano inutilmente, ma nella piena condivisione, nell'incontro con l'altro. Giunge infine in Alaska, dove si rifugia su un vecchio autobus abbandonato, da lui chiamato Magic Bus. Proprio qui è stato ritrovato morto nel 1992, probabilmente di fame o di avvelenamento da piante non commestibili. Nel vecchio autobus sono stati ritrovati molti scritti, appunti, foto, libri (tra cui Tolstoj, London e Thoreau).

Il suo viaggio può essere interpretato come fuga da un mondo stabilito e cristallizzato, dalle falsità della gente comune, come desiderio di prendere in mano la propria vita, come ricerca di libertà estrema. Egli voleva sentire la vera vita, trovare la felicità che, secondo lui, era ovunque, perché «Dio ce l'ha messa intorno a noi, pronta da scoprire».
Egli scrisse:
«Voi pensate che io sia ostinato, ma voi lo siete molto più di me. Avete la meravigliosa possibilità di vedere le più belle vedute sulla Terra, ma per qualche ragione a me incomprensibile non volete altro che schizzare a casa il più velocemente possibile e tornare alle vostre vecchie abitudini che ripetete giorno dopo giorno dopo giorno

Christopher è stato criticato per la sua sprovvedutezza, ma forse chi lo ha fatto era soltanto prigioniero delle propri paure e delle propri abitudini, intrappolato nei suoi schemi prestabiliti. In realtà è stato un ragazzo determinato e convinto delle proprie ideologie, a differenza della dilagante superficialità che incombe oggi sul mondo; nei suoi scritti ci ha lasciato una sua particolare filosofia di vita, interessante da scoprire e conoscere. Una vita fatta di ricerca della felicità, di ricerca della libertà e di ogni sfaccettatura del mondo e della natura.
Come diceva lui, sarebbe bello per ogni giorno avere un nuovo e diverso sole.


04 settembre 2013

Il sogno di Ishaan

«Sarebbe così bello e costruttivo accettarsi l'un l'altro, conoscere e confondere le nostre culture... Sapere che, se vogliamo, possiamo tenerci compagnia.
Certo, è soltanto una fantasia: è ovvio che prima bisognerebbe cancellare ogni forma di malvagità da entrambe le parti. E ciò non avverrà. Non per ora.»

(parole di Ishaan; da Il traditore, Alessia Santangeletta)

Tocca a ciascuno di noi impegnarci affinché il sogno di Ishaan si realizzi.